DORA: 18 raccomandazioni per valutare la ricerca

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Pubblicata pochi giorni fa  la  San Francisco Declaration on Research Assessment (DORA), ovvero un’ auspicabile lista di buone pratiche per valutare la ricerca, compilata e sottoscritta da singoli ricercatori, editori e istituizioni scientifiche.

Il documento rientra nel generale sforzo della comunità scientifica internazionale di ridimensionare il ruolo che viene ormai affidato all’ impact factor per “pesare” la qualità del lavoro di un ricercatore,  sottolineando la necessità di  focalizzare la valutazione  sul contenuto della ricerca piuttosto che sul giornale sul quale viene pubblicata. L’elenco dei firmatari è disponibile su http://am.ascb.org/dora/.

Sull’argomento segnaliamo inoltre un interessante post di Stephen Curry pubblicato il 16 Maggio sul suo blog Reciprocal Space :Impact factor declared unifit for duty

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ResearchItaly: la ricerca italiana a portata di click

Research Italy
ResearchItaly è il nuovo portale web del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nato con l’obiettivo di fotografare, supportare e promuovere la ricerca italiana d’eccellenza, ovunque questa sia realizzata: in Italia, in Europa e nel mondo.

Un progetto sviluppato dal Consorzio CINECA, che pone la ricerca al centro di un nuovo piano di crescita culturale ed economica del Paese, mettendo a sistema quanto di meglio l’Italia è oggi in grado di produrre nei diversi campi del sapere e allineando il nostro Paese alle migliori pratiche sviluppate a livello Europeo.

Disponibile in due lingue, italiano e inglese, ResearchItaly si presenta nel panorama nazionale ed europeo come il nuovo portale della ricerca italiana in grado di parlare e mettere in rete pubblici diversi, identificati dalle quattro sezioni presenti nel sito:

CONOSCERE: per chi non sa cos’è la ricerca o ne ha sentito solo parlare, per chi è interessato e vuole e saperne di più, ResearchItaly offre una panoramica chiara e completa della ricerca italiana puntando l’attenzione sull’impatto che le scoperte scientifiche, le innovazioni e gli avanzamenti tecnologici hanno sulla vita, sulla società e sull’economia.

INNOVARE: per il sistema produttivo sia pubblico che privato, per promuovere il suo coinvolgimento in attività di collaborazione con enti e attori che in maniera diretta si occupano di ricerca. ResearchItaly è uno strumento per favorire l’attivazione di processi di condivisione delle conoscenze, trasferimento tecnologico e innovazione produttiva.

ESPLORARE: per gli studenti e i docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, per avvicinare il settore dell’educazione e dell’istruzione al mondo della ricerca. ResearchItaly ha l’obiettivo di soddisfare le curiosità dei più giovani e portare la ricerca nelle scuole, fornendo strumenti e stimoli per innovare il modo in cui si fa didattica.

FARE: ai ricercatori ResearchItaly propone un workspace innovativo e all’avanguardia, un punto di aggregazione capace di raccogliere in un unico ambiente le informazioni sui programmi di ricerca e le opportunità, di finanziamento, collaborazione e lavoro. Uno strumento complesso ma facilmente fruibile che risponde all’esigenza di promuovere lo Spazio Europeo della Ricerca ampliando le opportunità di connessione e mobilità tra istituzioni, settori e paesi.

L’impegno sia tecnico che redazionale però non finisce qui: il lavoro di progettazione e implementazione del portale proseguirà nei prossimi mesi con la pubblicazione di nuovi contenuti e lo sviluppo di servizi innovativi.

Una redazione esperta del dominio curerà l’aggiornamento dei contenuti e tutte le realtà interessate ai diversi aspetti dell’innovazione potranno contribuire allo sviluppo del portale. Dal punto di vista tecnico verranno implementate funzionalità social e studiate forme di integrazione di ResearchItaly con gli altri ambienti, progetti e siti web sul mondo della ricerca. Grande attenzione infine verrà dedicata al paradigma degli open data, frutto dell’innovativa visione che il Ministero ha sposato per comunicare la ricerca anche al grande pubblico.

L’obiettivo è far diventare ResearchItaly il nuovo portale unico sul sistema della ricerca in Italia: uno strumento innovativo e partecipativo attraverso cui ognuno potrà conoscere, sperimentare ed esplorare il complesso e mutevole mondo della ricerca.

Fonte Redazione ResearchItaly

Università ed enti: nuova convenzione per i ricercatori.

Via libera allo scambio di professori e ricercatori tra università ed enti di ricerca.

E’ stato firmato dal Ministro Profumo il Decreto Ministeriale che definisce la “Convenzione quadro tra atenei ed enti pubblici di ricerca per consentire a professori e ricercatori universitari a tempo pieno di svolgere attività di ricerca presso un ente pubblico e ai ricercatori di ruolo degli enti pubblici di ricerca di svolgere attività didattica e di ricerca presso un’università”.

Il Decreto firmato dal Ministro Profumo consente ora a ricercatori e professori universitari di ruolo di svolgere la propria attività anche presso enti di ricerca e ai ricercatori di ruolo in servizio presso enti di ricerca di svolgere la propria attività anche presso un ateneo.

Le convenzioni, che per semplificare le procedure di stipula potranno interessare più dipendenti di entrambi gli enti firmatari, potranno avere una durata minima di un anno ed essere rinnovate fino ad un massimo di cinque anni. Con l’accordo del professore o ricercatore interessato, la convenzione stabilirà il modo in cui sarà ripartito il suo impegno annuo e le attività da svolgere presso l’ente o l’ateneo di destinazione, con particolare riferimento ad un eventuale impegno didattico. Sulla base di queste informazioni saranno inoltre definite le modalità di ripartizione degli oneri stipendiali. In ogni caso, per l’intera durata della convenzione sarà comunque riconosciuto al professore o ricercatore il trattamento economico e previdenziale ricevuto presso l’ente o l’ateneo di appartenenza.

Le disposizioni e i criteri previsti dal Decreto interessano gli enti di ricerca vigilati dal Miur, le università statali, compresi gli istituti universitari a ordinamento speciale, le università statali legalmente riconosciute, le università straniere e i centri internazionali di ricerca. Tra le disposizioni previste dal Decreto, anche il divieto di stipulare contemporaneamente più convenzioni che riguardino lo stesso ricercatore o professore e di avviare procedure per la posizione ricoperta dallo stesso soggetto interessato.

Le convenzioni, inoltre, potranno essere risolte unilateralmente, a patto che non si danneggi la programmazione dell’università o dell’ente di ricerca, e saranno automaticamente risolte nel caso di revoca da parte di uno dei soggetti interessati.

“Una maggiore relazione tra il sistema delle università e degli enti di ricerca – spiega il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo – consente un miglioramento del sistema formativo nazionale e un rafforzamento della capacità della ricerca italiana nella competizione europea, anche in previsione delle sfide e delle possibilità di recuperare risorse investite dal nostro Paese in Europa”. “Inoltre – aggiunge il ministro – la possibilità di double appointment per professori di altri paesi consente di avviare un percorso virtuoso per il sistema delle università italiane, verso una maggiore attrattività internazionale e un possibile miglioramento della qualità del nostro sistema universitario”.

“Il decreto firmato dal Ministro, che ringraziamo per l’attenzione mostrata, è un importante passo avanti per realizzare, insieme CNR e Università, un coeso e innovativo sistema di ricerca e alta formazione. – ha dichiarato il presidente del Cnr, Luigi Nicolais – La possibilità di attivare collaborazioni più strutturate e integrate alle missioni di entrambe le istituzioni, contribuirà a innalzarne la qualità e a renderle sempre più competitive e attraenti a livello internazionale”.

“Il decreto firmato dal Ministro, che salutiamo con viva soddisfazione, è il risultato di un lavoro proficuo svolto all’interno della consulta EPR-CRUI – ha dichiarato Marco Mancini, Presidente della CRUI – Si tratta di un importante passo avanti nei processi di armonizzazione tra Università ed Enti, in funzione di una più stretta collaborazione per la ricerca e lo sviluppo di questo Paese”.

Fonte: MIUR

La nuova mappa della scienza

Oggi molte nazioni—  Cina e India, Singapore, Brasile, Corea del sud — stanno affiancando le tradizionali superpotenze  della scienza.  Contemporaneamente vengono oltrepassati i confini nazionali attraverso le collaborazioni e la “brain circulation”. In questo numero speciale di Ottobre la rivista Nature discute su come  la circolazione delle persone e delle idee cambierà sia il modo di fare scienza che di finanziarla.

Fonte: Nature.

Immagine:Jasiek Krzysztofiak